Aspetto psicoterapico

L’endometriosi è una patologia cronica con effetti a lungo termine nella percezione di sé come “malata”. Più ci si identifica con la malattia, più le strategie di coping della persona sono inefficaci e tese allo “sfogo” emotivo, attraverso acting out e uno stile interattivo insoddisfacente. La capacità di pianificare, pensare delle strategie di gestione del sintomo e di reinterpretazione positiva del problema vengono meno.

Il dolore associato all’endometriosi porta ad una riduzione dell’attività sessuale e a un peggioramento della qualità della relazione di coppia, e la riduzione della vita sessuale e del piacere sessuale portano a difficoltà nella percezione di sé e della propria femminilità. La percezione di questa problematica da parte dei partner può portare alla convinzione di poter “fare del male” alla partner e a sentimenti di rifiuto percepito che vanno a peggiorare la qualità della relazione.

Secondo lo Studio Facchin Università Cattolica di Milano in termini di qualità della vita e di benessere psicologico le donne con endometriosi con dolori cronici soffrono di:

  • compromissione delle attività quotidiane
  • ansia e depressione
  • stress cronico
  • helplessness e identificazione con la malattia

Il dolore pelvico percepito è tanto più intenso quanto più la donna è giovane e tende a una percezione catastrofistica del dolore stesso; il catastrofismo, in effetti, implica una percezione più intensa del dolore, l’impossibilità di distrarre l’attenzione da esso e un senso di profondo pessimismo riguardo alla possibilità di controllarlo.

Un aspetto che non ha ottenuto l’attenzione necessaria in ambito accademico e clinico è il ruolo del trauma nelle pazienti affette da Endometriosi. Come nei pazienti affetti da patologie oncologiche, i protocolli medici e il continuo bisogno di controlli strumentali, analisi cliniche e interventi portano ad una «traumatizzazione» acuta del paziente. Il fatto stesso di dover controllare il proprio stato di salute diventa parte della malattia, causa stress cronico e porta ansia anticipatoria, depressione e catastrofismo.

La psicoterapia psicodinamica può aiutare le donne con il maggior grado di catastrofismo a: rendersi consapevoli di questo modo di vedere le cose; sostituirlo progressivamente con un approccio al dolore più realistico e costruttivo, anche attraverso l’accettazione di esperienze che possano smentire le opinioni che, in una sorta di circolo vizioso, sostanziano il catastrofismo stesso.